
Quando i mattoncini diventano fiori: LEGO, libri e il fascino della nostalgia
Ci sono oggetti che sembrano appartenere a mondi completamente diversi.
Un libro lasciato sul comodino, una vecchia storia che abbiamo letto da ragazzi, un personaggio della cultura pop che riconosciamo al primo sguardo. E poi ci sono i mattoncini LEGO, che per molti continuano a essere legati all’infanzia, al gioco e alla voglia di costruire.
Eppure questi mondi hanno qualcosa in comune.
La capacità di evocare ricordi.
È forse anche per questo che il LEGO ha smesso da tempo di essere soltanto un gioco. Alcune delle sue costruzioni sono diventate veri oggetti da esposizione e, tra queste, quelle dedicate alla natura hanno conquistato un pubblico particolare.
Fiori, piante e composizioni botaniche trasformano piccoli mattoncini in qualcosa di sorprendentemente delicato.
Quando un fiore non appassisce
Un mazzo di fiori ha una caratteristica inevitabile: prima o poi appassisce.
Una composizione realizzata con mattoncini, invece, può rimanere su uno scaffale per anni.
È una delle idee più curiose alla base del mondo LEGO dedicato alla botanica. Rose, orchidee, girasoli, margherite e altre forme ispirate alla natura vengono reinterpretate attraverso elementi da costruzione.
Il risultato è curioso proprio perché mette insieme due cose apparentemente opposte: la rigidità del materiale e la delicatezza di un fiore.
Un petalo costruito con piccoli pezzi riesce così a diventare qualcosa che non serve soltanto a giocare.
Può diventare decorazione.
Può diventare design.
E può diventare collezione.
Il fascino dei fiori nella cultura pop
I fiori hanno sempre avuto un posto particolare nella cultura pop.
Li troviamo nei libri, nei film, nelle illustrazioni, nelle copertine degli album e nelle fotografie. Possono rappresentare amore, nostalgia, rinascita o semplicemente la bellezza di qualcosa destinato a durare poco.
Forse è proprio questa ambivalenza a renderli così affascinanti.
Un fiore è fragile, ma l’immagine di un fiore può durare per sempre.
Il LEGO aggiunge un ulteriore passaggio: trasforma quell’immagine in qualcosa di fisico, che possiamo costruire con le nostre mani e conservare.
Costruire come leggere
C’è anche un curioso punto di contatto tra costruire e leggere.
Un libro ci chiede di procedere pagina dopo pagina. Un set LEGO ci porta avanti pezzo dopo pezzo.
In entrambi i casi la storia non appare tutta insieme.
Si costruisce lentamente.
Nel libro immaginiamo luoghi e personaggi attraverso le parole. Nel LEGO vediamo comparire davanti a noi qualcosa che prima esisteva soltanto sulla scatola o nelle istruzioni.
Il piacere sta anche nell’attesa.
Nel vedere dove porterà il prossimo capitolo.
O il prossimo mattoncino.
La nostalgia non appartiene soltanto al passato
Quando si parla di nostalgia, pensiamo spesso a qualcosa che abbiamo lasciato indietro.
Ma la nostalgia può anche essere un modo per riportare il passato nel presente.
Un vecchio libro, un personaggio che ci ha accompagnato durante l’infanzia o un oggetto che ricorda un periodo particolare della nostra vita possono trovare un nuovo posto nella nostra quotidianità.
Anche un fiore costruito con i mattoncini può diventare parte di questo meccanismo.
Non è soltanto una decorazione.
Può ricordare un momento, una persona, una passione o semplicemente il piacere di dedicarsi a qualcosa con calma.
Il collezionismo che non ha bisogno di nascondersi
Molti oggetti da collezione vengono conservati con attenzione quasi maniacale.
I fiori LEGO hanno invece una caratteristica interessante: non hanno bisogno di essere nascosti in una scatola.
Una volta costruiti possono stare in bella vista.
Su una libreria accanto ai libri.
Su una scrivania.
In soggiorno.
Accanto a fotografie e altri oggetti personali.
La collezione diventa così parte dell’ambiente e dialoga con ciò che già possediamo.
Un fiore costruito con mattoncini può stare accanto a un romanzo, a una fotografia o a un altro oggetto della cultura pop senza sembrare fuori posto.
Anche gli adulti hanno bisogno di costruire
Forse il successo di queste costruzioni racconta qualcosa di più ampio.
Gli adulti cercano sempre più spesso hobby capaci di rallentare il ritmo quotidiano.
Costruire un set richiede attenzione, pazienza e tempo. Non ci sono notifiche da controllare e nessuna necessità di correre.
C’è soltanto il piacere di vedere qualcosa prendere forma.
E quando quella forma è un fiore, il risultato ha anche qualcosa di sorprendentemente poetico.
Un oggetto che nasce da centinaia di piccoli pezzi e che, alla fine, sembra quasi ricordarci che anche le cose più semplici possono essere costruite con pazienza.
Tra libri, ricordi e mattoncini
Forse è proprio qui che LEGO, libri e cultura pop finiscono per incontrarsi.
Sono linguaggi diversi, ma tutti hanno la capacità di costruire mondi.
Un libro lo fa attraverso le parole.
Un film attraverso le immagini.
Un personaggio attraverso il ricordo che lascia.
Il LEGO attraverso i mattoncini.
E quando quei mattoncini diventano fiori, il risultato è quasi un piccolo paradosso: qualcosa di artificiale che cerca di riprodurre una delle forme più naturali che conosciamo.
Una rosa che non appassisce.
Un bouquet che non ha bisogno d’acqua.
Un giardino che non richiede manutenzione.
La nostalgia, alla fine, è anche questo
Forse continuiamo a collezionare e costruire perché abbiamo bisogno di conservare qualcosa.
Non necessariamente un oggetto.
Un’emozione.
Un ricordo.
Una storia.
Un pezzo della nostra immaginazione.
Ed è proprio questo che rende interessanti anche le costruzioni LEGO dedicate ai fiori: prendono qualcosa di quotidiano e familiare e lo trasformano in un oggetto da costruire, osservare e conservare.
Per chi vuole scoprire questo particolare universo, ad esempio quello dei fiori www.sumoproject.click propone una selezione dedicata al LEGO e ai suoi diversi mondi, compreso quello botanico, insieme ad altri prodotti legati al gioco e al collezionismo.
Perché forse un fiore LEGO non sostituirà mai un vero fiore.
Ma ha un vantaggio.
Non appassisce. E, ogni volta che lo guardiamo, può farci tornare per un momento a qualcosa che avevamo quasi dimenticato.